Gli snacks sono il diavolo o l'acqua santa? Li butti giù dalla torre o li salvi? Non pensarci troppo a lungo, rispondi entro 3 secondi.

Gli snacks sono sotto attacco! Almeno così sembra.

La  Gran Bretagna ha lanciato il suo grido di battaglia per combattere l'obesità infantile, ma anche a casa nostra non si scherza: Coop e altre insegne della grande distribuzione hanno annunciato la trasformazione delle loro avancasse in paradisi salutistici. Dobbiamo crederci? L'era degli snack sta tramontando? Il settore snack ha i giorni contati? A leggere le analisi di mercato non sembra: l'andamento degli ultimi anni e i trend stimati sono decisamente positivi.

Per capire come stanno i fatti, dobbiamo però chiarirci bene le idee sul significato della parola snack, e lo faremo nelle righe che seguono.

snack: l'errore n. 1

Che cos'è uno snack?

Puoi rispondere senza incertezze a questa domanda? E' una parola di origine anglosassone che fa parte del nostro parlato quotidiano, ma sei sicuro di usarla correttamente? Vediamo.

A partire dagli inglesi Cambridge English Dictionary e Oxford Dictionaries, passando all'americana Merriam Webster, c'è concordanza nel definire lo snack come una una piccola quantità di cibo consumata fra i pasti principali.

Sulla stessa linea, l'enciclopedia di casa nostra, la Treccani, secondo la quale lo snack è una merenda, ovvero uno "spuntino", a sua volta definito come "pasto rapido e leggero" che si fa tra l’uno e l’altro dei pasti principali, o in luogo di uno di essi". Quest'ultima definizione, come puoi notare, aggiunge alle precedenti qualcosa di più, mettendo in evidenza la tendenza odierna a sostituire i pasti principali con piccoli pasti veloci consumati magari in ufficio, mentre si sta lavorando o quando ci si sta spostando da un luogo all'altro (addirittura qualcuno ha coniato il termine snackification per riferirsi a questo cambio di abitudini alimentari). 

Siccome ho introdotto l'argomento parlando di guerra agli snack, notiamo che in nessuna di queste due definizioni viene usata la parola junk-food, che tradotta in italiano diventa "cibo spazzatura".

Dalle suddette analisi, si discosta Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, secondo la quale, questa parola, verrebbe di solito usata in riferimento ai prodotti industriali confezionati, come barrette e patatine, normalmente visti come meno salutari rispetto ai nostri "spuntino" e "merenda" che richiamano invece a una preparazione casalinga e genuina. Questo sarebbe il motivo per cui, secondo la sua opinione, la sostituzione dei pasti principali con gli snacks non riesce ad attecchire nel nostro stile di vita

Eccoci al punto: un conto è la denotazione di una parola, ovvero la definizione rigorosa di una parola, altro discorso è la sua connotazione, ovvero ciò a cui la associamo. 

Detto questo, facciamo un passo indietro.

Quando sono nati gli snack?

Se lo snack è uno spuntino, è evidente che non è un'invenzione dell’industria alimentare, ma semplicemente una piccola quantità di cibo, inizialmente preparata in casa. Con il cambio di stile di vita, con l'aumento delle disponibilità economiche e grazie anche alla diffusione dei convenience store (i mini market) gli snacks sono diventati un'occasione di business per le aziende alimentari, che hanno iniziato a produrre spuntini confezionati.

Possiamo quindi dire che gli snacks esistono fin da quando esiste l'abitudine di fare i tre pasti principali nella giornata, che a quanto scrive Abigail Carrol nel suo libro "Three squares: the invention of the American Meal", sarebbero un'invenzione europea, oltretutto per niente necessaria (ma non è questo l'argomento di questo articolo)

Snacks e Treats

L'errore numero 1 che si commette oggi? Confondere gli snacks con i “treats” (hai presente la frase pronunciata ad Halloween “Trick or Treat?”, “Scherzetto o dolcetto?”), ovvero quelle golosità che sarebbero da consumare solo in occasioni straordinarie, perchè sfiziose, ma piene di zuccheri, sale e grassi e conservanti, non certo salutari, specie se assunti in dosi generose.

Gli snacks, proprio perchè facenti parte dell’alimentazione quotidiana, dovrebbero essere, all'opposto, nutrienti e non “junk food”. Il fatto però che spesso non siano sani, ha portato ad attribuire nel tempo a questo termine, erroneamente,  una connotazione negativa. 

Questo è il motivo per cui gli snacks "spazzatura" sono sotto attacco, come dicevamo all'inizio: i bambini, e non solo loro, hanno sostituito i salutari snacks a base di frutta e verdura frescafrutta e verdura disidratatafrutta secca, per citarne alcuni,  con i dannosi treats. Mangiare “treats” anziché “snacks”, sempre riferendoci ai bambini, porta a non assumere quegli elementi essenziali per svilupparsi correttamente, sia dal punto di vista cognitivo che fisico. Molti studi hanno infatti dimostrato che i bambini e i ragazzi che si alimentano con cibi salutari ottengono risultati migliori negli studi. Ma c'è di più. Oltre a non essere nutrienti,  i junk food, quindi non gli snacks in generale, sono troppo ricchi di calorie, quindi la causa principale dell’obesità in età pediatrica.

E tu a che tipo di snack assomigli?

Ora che sai cosa è uno snack, e rileggendo la frase di Stefano Benni che ho riportato nell'immagine in alto, ti domando: a cosa ti riferisci quando dici "snack" ?

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